{"id":382,"date":"2023-12-26T18:39:45","date_gmt":"2023-12-26T18:39:45","guid":{"rendered":"https:\/\/ifsmarchigianinelmondo.it\/?p=382"},"modified":"2023-12-26T18:39:46","modified_gmt":"2023-12-26T18:39:46","slug":"migrazione-e-asilo-lue-e-le-istituzioni-nazionali-raggiungono-un-accordo-le-ong-lanciano-lallarme-sui-rischi-per-i-diritti-umani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ifsmarchigianinelmondo.it\/?p=382","title":{"rendered":"Migrazione e asilo: l\u2019UE e le istituzioni nazionali raggiungono un accordo, le ONG lanciano l\u2019allarme sui rischi per i diritti umani."},"content":{"rendered":"<p>Mercoled\u00ec 20 dicembre, le istituzioni europee hanno raggiunto un accordo provvisorio su cinque regolamenti volti a definire un \u201cnuovo patto\u201d sulla migrazione e l\u2019asilo in Europa. Una nuova legge sull\u2019immigrazione veniva approvata nello stesso momento in Francia, il cui contenuto \u00e8 talmente duro che la presidente del Rassemblement National (RN), Marine Le Pen, pu\u00f2 parlare senza mezzi termini di \u201cvittoria ideologica\u201d. Una legge indegna, vergognosa, secondo l\u2019associazione France terre d\u2019asile.<br \/>\nIl contesto politico e sociale che circonda questo patto europeo riflette infatti il modo in cui viene affrontata la complessit\u00e0 della questione migratoria in Europa, con tensioni e dibattiti a livello nazionale e continentale, che partendo da presupposti populisti si traducono in decisioni politiche secondo noi allarmanti, il cui obiettivo convergente, pur con diversi espedienti, \u00e8 esternalizzare la gestione delle migrazioni: l\u2019accordo tra Italia e Albania, la cui ratifica \u00e8 stata per ora sospesa dalla Corte costituzionale albanese; il Regno Unito che cerca anche lui a tutti i costi di salvare l\u2019accordo con il Ruanda, dopo che la Corte Suprema britannica ne ha stabilito l\u2019incostituzionalit\u00e0; lo stesso stanno cercando di fare Austria e Germania, malgrado le resistenze dei Verdi, che fanno parte della coalizione di governo; diversa, ma appunto convergente, \u00e8 la strategia della Svezia che subordina gli aiuti allo sviluppo alla cooperazione per l\u2019espulsione dei migranti.<br \/>\nGli Stati membri dell\u2019Europa meridionale guidati da governi di destra, come la Grecia e l\u2019Italia, hanno subito accolto con favore il nuovo patto europeo. A Roma, il Primo Ministro Giorgia Meloni ha dichiarato che \u201cl\u2019Italia non si sente pi\u00f9 sola\u201d, mentre ad Atene il governo greco ha descritto l\u2019accordo come \u201cun\u2019importante risposta europea agli sforzi della Grecia di attuare una politica rigorosa ma equa sul tema dell\u2019immigrazione\u201d.<br \/>\nAnche la reazione delle ONG e della societ\u00e0 civile \u00e8 stata immediata, in direzione ovviamente opposta: pi\u00f9 di 50 organizzazioni hanno scritto una lettera aperta ai leader politici, evidenziando i rischi per i diritti umani insiti nel patto.<br \/>\nMa di cosa si tratta, esattamente ? Il nuovo patto sulla migrazione e l\u2019asilo \u00e8 stato presentato dalla Commissione europea nel 2020. Consiste in una serie di dossier legislativi tesi a stabilire \u201cun nuovo sistema standardizzato\u201d per la gestione della migrazione negli Stati membri.<br \/>\nIl Parlamento europeo e il Consiglio dell\u2019UE, composto \u2013 va sottolineato \u2013 dai ministri nazionali \u2013 si sono riuniti per diversi mesi in dialoghi a tre con la Commissione (l\u2019esecutivo europeo) per cercare di stabilire un approccio comune, con divisioni che sono proseguite fino alla fine delle discussioni.<br \/>\nI dossier legislativi da trattare erano in tutto dieci, ma l\u2019accordo raggiunto in questi giorni riguarda solo cinque regolamenti. Questi toccano tutte le fasi della gestione dell\u2019asilo e della migrazione:<br \/>\n1. Potenziamento di EURODAC (acronimo di European Asylum Dactyloscopie Database). Dal 2000 \u00e8 il database europeo, con sede a Strasburgo, delle impronte digitali per coloro che richiedono asilo politico e per coloro che sono entrati o soggiornano senza autorizzazione nel territorio dell\u2019 Unione europea.<br \/>\n2. Screening applicabili a tutti i cittadini di paesi terzi che attraversano la frontiera esterna senza autorizzazione. Prevede l\u2019identificazione, controlli sanitari e di sicurezza, il rilevamento delle impronte digitali e la loro registrazione nella banca dati EURODAC.<br \/>\n3. Nuovo regolamento sulle procedure di asilo. Le norme sulle procedure di asilo e di rimpatrio alle frontiere sarebbero riunite in un unico strumento legislativo. Le domande di asilo \u201ccon scarse probabilit\u00e0 di essere accettate\u201d dovrebbero essere esaminate rapidamente senza richiedere l\u2019ingresso legale nel territorio dello Stato membro. Dovrebbe inoltre essere possibile ricollocare i richiedenti durante la procedura di frontiera, consentendo il proseguimento della procedura in un altro Stato membro.<br \/>\n4. Sostituzione dell\u2019attuale regolamento Dublino con un nuovo \u201cregolamento sulla gestione dell\u2019asilo e della migrazione\u201d. Le norme per determinare lo Stato membro competente per una domanda di asilo dovrebbero rientrare in un quadro comune e offrire strumenti \u201cpi\u00f9 intelligenti e pi\u00f9 flessibili\u201d per aiutare gli Stati membri che affrontano le sfide pi\u00f9 pesanti.<br \/>\n5. Misure temporanee e straordinarie per le situazioni di crisi. Tale strumento fornir\u00e0 agli Stati membri maggiori flessibilit\u00e0, consentendo di derogare alle normali procedure e scadenze, per reagire alle situazioni di crisi, compresi i casi di cosiddetta strumentalizzazione dei migranti (quando i migranti vengono utilizzati da Paesi terzi o attori non statali ostili per destabilizzare l\u2019UE, \u00e8 possibile una deroga temporanea alle procedure standard di asilo).<br \/>\n\u00c8 importante sottolineare che l\u2019accordo \u00e8 attualmente provvisorio, e i dettagli specifici saranno elaborati nei prossimi mesi attraverso ulteriori lavori tecnici. L\u2019accordo sar\u00e0 poi sottoposto per conferma ai rappresentanti degli Stati membri. L\u2019obiettivo \u00e8 la sua adozione definitiva prima delle elezioni europee nel giugno 2024, un periodo in cui la questione dell\u2019immigrazione \u00e8 centrale nel dibattito politico in molti paesi europei, in un contesto di ascesa dei partiti di estrema destra e populisti.<br \/>\nLa riforma, come abbiamo detto, suscita critiche da parte delle organizzazioni per i diritti umani, le quali temevano gi\u00e0 da tempo che ci\u00f2 avrebbe portato a \u201cun sistema mal progettato, costoso e crudele\u201d, teso soltanto a \u201climitare l\u2019accesso all\u2019asilo e i diritti di coloro che cercano protezione\u201d.<br \/>\nLuned\u00ec 18 dicembre, mentre le discussioni erano ancora in pieno svolgimento, pi\u00f9 di 50 organizzazioni hanno scritto una lettera aperta ai negoziatori della Commissione europea, della presidenza spagnola del Consiglio dell\u2019Unione europea e del Parlamento europeo, evidenziando i rischi per i diritti insiti nel patto sulla migrazione e l\u2019asilo.<br \/>\nQuesto patto, scrivono le ONG, rispecchia gli approcci fallimentari del passato e ne aggraver\u00e0 le conseguenze. C\u2019\u00e8 un forte rischio che il Patto si traduca in un sistema malfunzionante, costoso e crudele, destinato a cadere a pezzi nell\u2019attuazione e a lasciare irrisolte le questioni critiche.<br \/>\nNella sua forma attuale, esso normalizza l\u2019uso arbitrario della detenzione degli immigrati, anche per i bambini e le famiglie, legittima e aumenta la profilazione razziale, istituisce procedure \u201cdi crisi\u201d per consentire respingimenti, anche in paesi dove sono \u00e8 reale il rischio di violenza, tortura e detenzione arbitraria.<br \/>\nTradisce inoltre lo spirito del lavoro dell\u2019UE esistente, come il piano d\u2019azione dell\u2019UE sull\u2019integrazione e il piano d\u2019azione dell\u2019UE contro il razzismo, che riconosce gli impatti intersezionali del razzismo e la vulnerabilit\u00e0 specifica dei migranti e dei rifugiati. Il Patto, cos\u00ec com\u2019\u00e8, rischia insomma di perpetuare pratiche discriminatorie all\u2019interno delle stesse strutture che dovrebbero sostenere la giustizia e la protezione per tutti.<br \/>\nPiuttosto che incanalare i finanziamenti verso un maggior numero di campi, muri e sorveglianza, le risorse dovrebbero essere destinate a fornire soluzioni efficaci, basate sulla protezione e sull\u2019assistenza, del tipo offerto alle persone in fuga dall\u2019Ucraina. La solidariet\u00e0 e l\u2019impegno dell\u2019Europa per i diritti umani non possono essere definiti dal luogo di origine, dalla razza, dall\u2019etnia o dallo status di immigrazione.<\/p>\n<p>Per saperne di pi\u00f9:<br \/>\nComunicazione della Commissione, Un nuovo patto sulla migrazione e l\u2019asilo, COM(2020) 609 final:<br \/>\neur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/HTML\/?uri=CELEX:52020DC0609#footnoteref5<br \/>\nLettera aperta delle ONG e delle organizzazioni della societ\u00e0 civile :<br \/>\nhttps:\/\/picum.org\/blog\/open-letter-eu-human-rights-risks-migration-pact\/<\/p>\n<p>Carlo Caldarini<br \/>\nIstituto Fernando Santi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mercoled\u00ec 20 dicembre, le istituzioni europee hanno raggiunto un accordo provvisorio su cinque regolamenti volti a definire un \u201cnuovo patto\u201d sulla migrazione e l\u2019asilo in Europa. 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